Il giallo di Pietracatella con madre e figlia avvelentate con la ricina e rimaste uccise. Due persone sono state ascoltate in Questura.
Continuano le indagini in merito alla vicenda di Pietracatella, in provincia di Campobasso, legata a madre e figlia avvelenate con la ricina e uccise. Oltre alla pista che porterebbe l’attenzione su componenti della famiglia, ecco che nelle ultime ore gli inquirenti avrebbero interrogato due persone potenzialmente “chiave”.

Madre e figlia avvelenate con ricina: interrogate due persone
Stanno andando avanti senza sosta gli accertamenti sul caso di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove lo scorso Natale sono morte Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, con il sospetto di un avvelenamento da ricina. Nelle ultime ore, in Questura, gli investigatori della Squadra Mobile, secondo quanto riferisce l’inviato della trasmissione ‘La Vita in diretta’ sulla Rai, hanno convocato una vicina di casa della famiglia, ma anche un altro personaggio che potrebbe essere decisivo per dare una svolta alle indagini.
I rumors sulla vicina e il parroco
In merito alla vicina di casa, si tratterebbe di una ex dottoressa molto legata ai nuclei coinvolti. Una figura ritenuta importante per ricostruire i rapporti e le dinamiche interne. Non solo. La seconda persona interrogata è stata descritta come esterna ai legami familiari ma comunque considerata potenzialmente centrale per lo sviluppo dell’inchiesta.
Proprio in merito all’identità di questa seconda persona non ci sono conferme ma, come riferito da Il Messaggero, pare che sia stato sentito in Questura il parroco del paese don Stefano Fracassi. Il sacerdote, che a gennaio celebrò il funerale delle due donne è rimasto negli uffici della polizia per tre ore. Non era mai stato sentito prima dagli investigatori. Non è chiaro se possa essere lui questa seconda persona potenzialmente decisiva nelle indagini ma le autorità sperano di poter scovare qualche dettaglio utile.